Sport non agonistico e allenamenti in coppia: il caso dello swing

Mentre la stagione si avvicina, le varie Associazioni e Società sportive che si occupano come noi di danza di coppia a livello dilettantistico, si interrogano per capire come gestire la proposta didattica.

Pur essendo la danza di coppia, settore Danze Jazz, una attività sportiva a prescindere dal livello, è chiaro a tutti che la diversità degli stili di ballo sono determinanti per capire il movimento e lo spazio richiesto dalle coppie. E’ altre-sì vero che nell’agonismo l’impegno cardio-vascolare è sicuramente diverso rispetto a quello richiesto nelle lezioni amatoriali.

Ovviamente l’emergenza Covid, la chiusura delle sale da ballo, l’impossibilità di cambiare partner, ci impongono grandi sforzi: che si riflettono nella gestione dello spazio, negli spunti didattici compensativi, nei momenti di aggregazione alternativi. Su tutto questo stiamo lavorando oramai da mesi e siamo pronti ad offrire tutto il nostro impegno e la nostra esperienza per garantire ai nostri iscritti il benessere a 380°attraverso la danza.

Premesso ciò, tornando ai protocolli, riassumiamo la situazione normativa ad oggi.

Dopo che la Regione aveva autorizzato gli sport da contatto a luglio, tra cui la danza, ordinanze 579 e 580 (pagina 50), ad oggi sono usciti due ulteriori aggiornamenti significativi.

L’aggiornamento del 17 agosto della Regione Lombardia, che per quanto riguarda gli sport da contatto conferma quanto disposto dal’ordinanza 579 di luglio, in particolare rimandando alle procedure di sicurezza disposte dell’allegato 1.

Il protocollo della FIDS dell’8 agosto, in particolare quanto disposto al Paragrafo 6.2 e al 6.2.1, che regola lo spazio-isola in cui la coppia deve muoversi. Tale documento però si riferisce solo agli allenamenti per gli atleti agonisti, dall’altra dà indicazioni applicate in via generica a tutte le diverse tipologie di danza, sia che si svolgano sul posto che in movimento.

Diversamente da quanto disposto per i locali da intrattenimento, per lo sport, anche da contatto, da questa lettura, rimangono quindi pressoché inalterate le disposizioni precedenti che puntano nei fatti al mantenimento massimo delle distanze tra le coppie che si allenano contemporaneamente, al fine da assicurare condizioni igieniche e didattiche tali da impedire la diffusione del contagio tra i partecipanti.

Per quanto riguarda l’uso della mascherina, viene richiesta quella chirurgica a tre strati, con l’obbligo di indossarla sempre per i tecnici, mentre per gli atleti va indossata sempre in condizioni di riposo e con allenamento lieve e moderato, mentre va tolta con impegno cardio-circolatorio medio e elevato, mentre per la misurazione della temperatura, si rimanda a una auto osservazione consapevole delegata all’atleta stesso

Riguardo alla metratura minima obbligatoria, la FIDS nell’agonismo da svolgersi in DUO, richiede 24mq a coppia, mentre per lo sport non-agonistico sembra che, non essendoci disposizioni specifiche al riguardo, l’onere di definire lo spazio riservato alla coppia, sia rimandato alle varie Associazioni, alla tipologia di danza e all’intensità degli allenamenti, come meglio specificato al paragrafo 6.2.1.

Sarebbe però auspicabile che gli Enti di Promozione Sportiva, che secondo la riforma del settore sportivo in discussione al Governo saranno presto i responsabili della danza amatoriale, ci diano un veloce supporto orientativo. Questo non solo per evitare erronee interpretazioni e responsabilità non facilmente sostenibili ma anche per dare uniformità al settore e alle proposte didattiche.

Esortiamo quindi il nostro Ente di Promozione Opes Lombardia a confrontarsi con gli altri Enti, al fine di dare un supporto concreto alla realtà sportiva non agonistica, il cui valore proprio in questo difficile momento andrebbe esaltato e protetto.

La nostra attività sportiva, rivolta a tutti e accessibile a tutti, lavora infatti per il benessere psico-fisico dell’individuo, mantenendo in attività e quindi in salute non solo il corpo, ma anche custodendo valori importanti, come l’accoglienza e l’ inclusione così preziosi in questo momento di difficile crisi sociale.